Visibilità Locale18 Ottobre 20264 min

Farsi trovare su Google conta più dei social (e cosa rischi se non lo fai)

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Farsi trovare su Google conta più dei social (e cosa rischi se non lo fai)

Mi capita spesso. Mi chiama un titolare orgoglioso dei suoi duemila follower su Instagram: pubblica con costanza, cura le storie, e poi mi dice una cosa che non torna, «il telefono però non squilla».

Non è colpa sua. Gli hanno raccontato solo metà della storia. Da anni il messaggio è uno solo, «devi stare sui social», e quasi nessuno spiega l’altra metà: quando una persona ha davvero bisogno di te, non ti cerca su Instagram. Ti cerca su Google.

Ti spiego perché, con i numeri veri. Non è social contro Google: è capire quale dei due ti porta davvero clienti, e in che ordine.

Social e Google fanno due lavori diversi

Qui sta il punto che cambia tutto.

I social sono scoperta. Interrompono qualcuno che stava facendo altro: la persona scrolla sul divano, non stava cercando te, e tu provi a farti notare mentre guarda i video degli amici. Ogni tanto funziona, ma stai parlando a gente che in quel momento non vuole comprare niente.

Google è intenzione. Chi digita «centro estetico vicino a me» o «idraulico aperto adesso» ha già deciso. Vuole spendere, e vuole spenderlo oggi. Non devi convincerlo di niente, devi solo esserci quando cerca.

È la differenza tra fermare uno per strada per offrirgli un caffè e mettere l’insegna del bar proprio dove quello sta già cercando un bar. Indovina quale dei due riempie i tavoli.

Ricerca di un'attività locale vicino a sé sullo smartphone

Quando qualcuno cerca «vicino a me», ha già la carta di credito in mano. La domanda è solo se trova te.

Quante persone ti cercano davvero su Google

I dati più recenti sono netti.

L’ottantaquattro per cento delle persone ha cercato un’attività locale negli ultimi tre mesi. E durante quella ricerca, circa sette su dieci passano da Google, che per molti è proprio il punto di partenza. Quasi una persona su due, poi, aggiunge le parole «vicino a me»: sta cercando qualcuno della sua zona, in quel preciso momento.

C’è un altro numero che per un’attività locale vale oro: sette persone su dieci usano Google anche per leggere le recensioni prima di scegliere. Vuol dire che la tua scheda Google, con le stelle e i commenti, è la vetrina che la gente guarda prima di decidere se entrare o chiamare. Spesso la vedono prima ancora del tuo sito.

Tradotto: se qualcuno della tua città ha bisogno del tuo servizio, proprio adesso lo sta cercando su Google. La domanda è solo se ti trova o no.

Il lato dei social di cui nessuno parla

Adesso l’altra faccia. Non per dirti di abbandonare i social, ma per farti capire su cosa stai davvero puntando quando ci metti tutte le energie.

La copertura organica, cioè quante delle persone che ti seguono vedono davvero un tuo post senza che tu paghi, è crollata. Su Facebook oggi un post arriva in media all’uno o due per cento dei follower. Nel 2012 era il sedici per cento. Su Instagram, solo nell’ultimo anno, è scesa di un altro dodici per cento.

Fermati su quel numero. Su cento persone che hanno scelto di seguirti, un tuo post ne raggiunge una manciata. Gli altri non lo vedono proprio, e se vuoi raggiungerli devi pagare la pubblicità.

I social sono una casa in affitto: l’inquilino sei tu, il padrone è l’algoritmo, e l’affitto sale ogni anno mentre lo spazio che ti danno si restringe. Google invece è casa tua: chi ti cerca ti trova, e quella visibilità non dipende dall’umore di una piattaforma.

Le recensioni e le stelle su Google che costruiscono fiducia

Le stelle delle recensioni convincono più di qualsiasi slogan. E le legge sette persone su dieci.

Cosa succede quando ti cercano e non ti trovano

Questa è la parte che fa male, quindi te la dico diretta.

Quando una persona cerca il tuo servizio nella tua zona e tu non ci sei, o hai una scheda Google vuota, o un sito che sembra fermo a dieci anni fa, non è che quella persona rinuncia. Semplicemente scende di una riga e chiama il tuo concorrente.

Tu non perdi solo quel cliente. Lo regali a chi, magari, lavora anche peggio di te ma si è fatto trovare meglio. Ed è successo mentre eri impegnato a montare l’ennesima storia.

I social servono, ma al posto giusto

Non sto dicendo di cancellare i profili. Sto dicendo di dare a ogni cosa il suo ruolo.

Google è dove ti fai trovare da chi ti sta già cercando: è acquisizione, è il telefono che squilla. I social sono dove coltivi chi ti ha già conosciuto: mostri il tuo lavoro, fai vedere la persona dietro l’attività, resti nella testa di chi un domani avrà bisogno di te. È relazione, è fiducia, ma raramente è il motivo per cui qualcuno ti chiama la prima volta.

Prima costruisci la casa dove la gente viene a cercarti. Poi la arredi con i social.

Se da tutto questo vuoi portarti via tre cose concrete: sistema la tua scheda Google (orari, categorie, foto vere, qualche post), raccogli recensioni con metodo, e tieni un sito pensato per il telefono che, quando qualcuno ti trova, lo faccia chiamare o scrivere in due secondi. I social falli pure, con costanza, ma dopo aver messo in piedi questo. Non prima.


Se vuoi capire come sei messo tu, oggi, su Google rispetto a chi ti fa concorrenza, scrivimi. Un’occhiata te la do volentieri, e ti dico con franchezza se c’è da lavorarci o se stai già andando bene.

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Scritto da

Pasquale Bottiglieri

Aiuto ristoratori e attività locali della Piana del Sele a trovare clienti online.

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